Le cose belle accadono molto spesso per caso, oppure no, devono accadere.
Il mio incontro con la Andrea Bocelli Foundation avviene pochi mesi fa: premesso che svolgo la mia attività nel campo dell’edilizia come libero professionista, un amico comune mi chiama per chiedermi se voglio assumermi la responsabilità di seguire la costruzione di una scuola che la ABF, in concerto con la Fondazione Only The Brave, donerà ad uno dei comuni maggiormente colpiti dl terremoto del 2016, Sarnano in provincia di Macerata. Era la fine di settembre del 2017 e l’obiettivo è di consegnare un edificio moderno, strategico ed antisismico entro la fine di aprile 2018. Ho accettato con un po’ di sana incoscienza, considerato che al tempo non era ancora firmato il contratto con l’impresa esecutrice.
Comincia così un rapporto sincero di stima reciproca che mi porta a conoscenza delle numerose attività benefiche che svolge la ABF, con particolare riguardo al loro impegno ad Haiti. E’ li che mi chiedono di andare, nel febbraio scorso, per visionare gli edifici scolatici che, in collaborazione con la locale Fondazione Saint Luc, hanno costruito e stanno costruendo.
Non so molto di Haiti, isola caraibica condivisa con Santo Domingo. So del terremoto devastante che l’ha colpita nel 2010 (230.000 vittime ufficiali e più di 3 milioni di persone coinvolte) e so dell’uragano Matthew che nel 2016 ha distrutto migliaia di abitazioni; so anche che è uno dei paesi più poveri dell’America Latina, ma tutto ciò non è stato sufficiente a prepararmi all’impatto che ho avuto arrivando.
Haiti è una vergogna per noi così detti occidentali e benestanti: nella capitale Port Au Prince, un’ora di aeroplano dalla scintillante Miami, milioni di bambini ed adulti vivono ammassati in baracche di lamiera arrugginita senza acqua e senza energia elettrica, in condizioni igieniche che dire precarie non chiarisce lo stato delle cose. La raccolta dei rifiuti è praticamente inesistente e vedere bambini semi nudi camminare scalzi in mezzo all’immondizia ti fa capire in quale ingiusto mondo viviamo.
Fuori dalla capitale la situazione non è migliore: piccoli villaggi o abitazioni isolate costruite con materiali di fortuna e persone alla costante ricerca di qualcosa da fare per potersi permettere qualcosa da mangiare. Ecco, quello che mi ha colpito maggiormente, è la dignità del popolo haitiano: in una situazione di povertà assoluta (400 dollari il reddito medio procapite) non ho mai visto nessuno chiedere la carità. Dignità che trovi anche negli occhi dei bambini che l’unica cosa che chiedono è una carezza ed un secondo di attenzione e di donarti il loro meraviglioso sorriso.
In questo contesto la Andrea Bocelli Foundation, in partenariato con il team Haitiano, sta portando uno spiraglio di luce, illuminando il futuro, lavorando ogni giorno per migliorare le condizioni di vita delle comunità in cui lavora. Con il partner Fondation St Luc ABF si occupa di portare i bambini a scuola, trasformare precarie scuole di strada in solidi e sicuri edifici dove insegnare ed accompagnare le nuove generazioni verso un mestiere ed un futuro migliore.
Sono 5 attualmente gli edifici costruiti e gestiti, dove circa 2.550 studenti, dai 4 ai 16 anni, ogni mattina, alcuni camminando su sentieri di terra per alcuni chilometri, si presentano eleganti e fieri nelle loro divise colorate.
L’impegno della ABF non si ferma all’istruzione: in collaborazione stretta con la locale Fondazione St.Luc si sviluppano numerosi progetti: il programma case (ricostruzione delle abitazioni distrutte dall’uragano), il programma distribuzione dell’acqua potabile (due autobotti distribuiscono circa 125 metri cubi d’acqua ogni giorno nella zona più degradata della capitale) ed il più “famoso” programma Voices for Haiti, 60 ragazze e ragazzi selezionati su 12.000 a comporre un meraviglioso coro che gira il mondo accompagnato dal maestro Andrea Bocelli, con lo scopo principale di spostare l’attenzione delle persone fortunate (noi) su questo paese dimenticato e sfortunato.
“l’indifferenza è un virus che contagia pericolosamente il nostro mondo”; così Papa Francesco ci ricorda spesso il nostro dovere: se ognuno di noi aiutasse una sola persona, il mondo sarebbe nettamente migliore e saremmo tutti più felici, perché donare ed aiutare il prossimo contribuisce in primis a far star meglio noi stessi.
Marzo 2018
Paolo Bianchi