Symphony 2030: ABF e UNESCO per promuovere l’educazione artistica a sostegno dei bambini svantaggiati

A margine della Quarantesima Conferenza generale dell’Agenzia delle Nazioni Unite, svoltasi presso il quartier generale dell’UNESCO a Parigi, idealmente di fronte alla comunità globale dei suoi 195 Stati membri, il 13 novembre scorso si è tenuta una tavola rotonda dal titolo “Symphony 2030: educazione artistica creativa per l’inclusione”.

L’evento, il cui argomento chiave verteva sull’importanza dell’educazione artistica per l’inclusione e la coesione sociale, è stato organizzato dalla Andrea Bocelli Foundation in collaborazione con l’agenzia emanazione ONU per l’educazione, la scienza e la cultura, in una giornata densa di momenti importanti per entrambe le istituzioni. Contestualmente infatti ABF e UNESCO hanno firmato un memorandum d’intesa, con l’obiettivo di collaborare a progetti di educazione musicale come strumento di empowerment, che verranno resi noti nei prossimi mesi, a partire dal Mali. Le iniziative si baseranno sull’esperienza dell’UNESCO nella conduzione di progetti di educazione per il sostegno psicosociale nei paesi colpiti da catastrofi e conflitti, in linea con l’agenda di Seoul sull’educazione artistica.

Alla presenza del nostro fondatore, intervistato per l’occasione dal Vice Direttore Generale del settore Educazione dell’UNESCO (e già ministro dell’istruzione) dott.sa Stefania Giannini, “Symphony 2030” – valorizzato anche dagli interventi del Presidente ABF Stefano Aversa e del Direttore Generale Laura Biancalani – si è proposto di mostrare, attraverso le voci di artisti, educatori ed esperti, come la cultura e l’educazione artistica sia in grado di sbloccare il potenziale degli studenti, per acquisire fiducia, comprendere il mondo e abbracciare i valori della pace, del dialogo e della solidarietà.

Cuore dell’iniziativa, il concetto – caro ad ABF così come all’UNESCO – che nel mondo odierno, in rapida evoluzione, la dimensione umanistica dell’educazione sia una bussola essenziale per il futuro, proprio perché l’educazione alle arti creative è sempre più riconosciuta come mezzo per trasmettere valori e competenze.

«L’istruzione è chiaramente l’obiettivo principale dei governi, e non c’è organizzazione filantropica che possa sostituirli – ha sottolineato il Presidente Aversa –. Possiamo però fungere da complemento ed è quanto ABF si propone, in ragione della propria mission legata all’empowerment. Il cui primo blocco è espresso proprio dall’istruzione, da quella di base a quella d’alto livello».

L’integrazione dell’educazione artistica nell’istruzione formale e non formale offre un ambiente di apprendimento arricchito, in particolare per i bambini e i giovani più vulnerabili, promuovendo il dialogo e lo scambio e sostenendo gli sforzi di stabilità e ricostruzione nelle comunità vulnerabili.

A “Symphony 2030” sono intervenuti il vicedirettore generale dell’UNESCO per la Cultura, Ernesto Ottone Ramírez, il segretario generale della commissione nazionale coreana per l’UNESCO Kwangho Kim, la preside della Escola do Jardim do Monte, scuola ASPNet dell’UNESCO in Portogallo, Leonor Malik, il direttore associato per la politica di J-PAL Europa, Cillian Nolan, l’artista per la pace UNESCO Eijin Nimura, il direttore artistico di “Voices of Haiti” Malcolm J. Merriwather, oltre al cofondatore e codirettore di ARtolution, Max Frieder.

Non senza aver deliziato la platea con l’interpretazione di due brani (significativamente, una versione dell’Inno alla Gioia dalla Nona Sinfonia di Beethoven e l’inno “Amazing Grace”), Andrea Bocelli ha tenuto una sapida conversazione pubblica con Stefania Giannini. Nel corso della quale ha sottolineato quanto lo studio della musica rappresenti un elemento duttile e importante a supporto della cosiddetta educazione formale: oltre ad offrire una concreta possibilità di evidenziare, incrementare e sviluppare il talento specifico del singolo, lo studio e la pratica della musica rappresentano infatti una preziosa occasione didattica “tout court”. La musica è de facto una pratica con ricadute interdisciplinari forti. Offre la possibilità di prendere coscienza della disciplina, della responsabilità, dell’impegno necessari per raggiungere qualunque risultato.

ABF sposa con forza ciò che Andrea Bocelli ha rimarcato, e cioè che l’insegnamento della musica può essere cruciale, e rappresentare un agente di grande accelerazione, in merito al raggiungimento dell’obiettivo 4.7 dell’Agenda 2030…  Che come è noto auspica uno sviluppo e uno stile di vita sostenibile, garantito anche grazie all’educazione. Educazione volta alla promozione della pace e della valorizzazione delle diversità culturali.

«Per questo – ha detto il Maestro – sono particolarmente felice stasera di essere qui per sancire anche il protocollo di intesa che la mia Fondazione ha appena firmato proprio con UNESCO, che guida come ben sappiamo le azioni a supporto dell’obiettivo sostenibile per un’istruzione di qualità, e che ci vedrà sviluppare assieme progetti in cui la musica è veicolo e sostegno all’istruzione formale. Inoltre, trovo che questa nostra collaborazione possa essere particolarmente importante in aree del mondo in cui, vista la complessità geopolitica e sociale, l’arte rischia di essere percepita come un lusso, invece che una occasione e uno strumento per superare i propri limiti e far passare messaggi di coesistenza pacifica».

Sul versante italiano ABF ha nel frattempo lavorato per introdurre le best practices nell’educazione musicale come parte del curriculum ufficiale per le scuole costruite dalla Fondazione stessa a seguito del terremoto che ha colpito il centro Italia nel 2016 (Sarnano 2018, Muccia 2019, Camerino 2020). Più di recente, a novembre 2019, anche la scuola materna Centro Zerosei “Alessandro Bocelli” a Lajatico, in Toscana, paese natale del Maestro Bocelli, ha adottato la medesima metodologia.

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