Andrea Bocelli Foundation https://www.andreabocellifoundation.org/it/ Empowering people and communities Fri, 21 Nov 2025 16:43:46 +0000 it-IT hourly 1 https://www.andreabocellifoundation.org/wp-content/uploads/2020/05/cropped-favicon-512-32x32.png Andrea Bocelli Foundation https://www.andreabocellifoundation.org/it/ 32 32 5 per mille: cos’è e come funziona https://www.andreabocellifoundation.org/it/5-per-mille-cose-e-come-funziona/ Fri, 21 Nov 2025 09:14:36 +0000 https://www.andreabocellifoundation.org/?p=12317 Il 5×1000 è un gesto semplice ma dal grande valore umano e sociale, che permette di sostenere progetti e realtà che generano un impatto concreto sulla vita delle persone, senza pesare sul proprio stipendio o sulla propria pensione. Non si tratta dunque di una donazione aggiuntiva, ma della possibilità di destinare una parte delle imposte, […]

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Il 5×1000 è un gesto semplice ma dal grande valore umano e sociale, che permette di sostenere progetti e realtà che generano un impatto concreto sulla vita delle persone, senza pesare sul proprio stipendio o sulla propria pensione.

Non si tratta dunque di una donazione aggiuntiva, ma della possibilità di destinare una parte delle imposte, già dovute allo Stato, a enti del Terzo Settore o ad associazioni di diversa natura e di ricerca scientifica e sanitaria.

In questo articolo vedremo nel dettaglio come funziona il 5×1000, chi può beneficiarne, perché è importante, e come puoi destinarlo ad Andrea Bocelli Foundation per contribuire, con un gesto consapevole e gratuito, a creare opportunità di crescita per bambini e comunità in situazioni di vulnerabilità.

Come funziona il 5 per mille?

Il 5×1000 è una quota dell’IRPEF che lo Stato permette di destinare, in fase di dichiarazione dei redditi, a enti del Terzo Settore (come Andrea Bocelli Foundation) o ad altro tipo di organizzazione che dettaglieremo tra poco. 

Non comporta costi aggiuntivi per il contribuente ed è questo il motivo per cui è corretto parlare di “devolvere” o “destinare” piuttosto che di “donare”.

Per destinare il tuo 5×1000, che non sostituisce ma si aggiunge all’8×1000 e al 2×1000,

a uno dei soggetti che rientrano nelle categorie previste, basta firmare nell’apposita sezione della dichiarazione dei redditi e indicare il codice fiscale dell’ente scelto. 

Nel caso di Andrea Bocelli Foundation, il codice fiscale che dovrai inserire è 90049390504. Se non indichi alcun beneficiario, la quota resterà allo Stato.

Quanto vale?

Trattandosi dello 0,5% dell’IRPEF dovuta, il valore del 5 per mille è variabile in base al reddito di ciascuno.

In pratica e molto semplicemente, una piccola parte delle tasse che già versi allo Stato può trasformarsi, come nel caso di ABF, in un aiuto concreto per sostenere progetti educativi, sociali e umanitari.

Se considerato a livello individuale può sembrare una cifra minima, è chiaro che la somma dei tanti 5 per mille fa davvero la differenza, perché la tua firma, insieme a quella di tanti altri, può contribuire a garantire istruzione, salute e opportunità a chi vive in situazioni di vulnerabilità.

Chi può beneficiarne?

Secondo la normativa italiana, in particolare l’art. 1, comma 337, della Legge 266/2005 e le successive modifiche, possono beneficiare del 5×1000 gli enti che svolgono attività di utilità sociale o di interesse pubblico.

Tra questi rientrano:

  • Le organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS);
  • Le organizzazioni di volontariato (ODV) e le associazioni di promozione sociale (APS);
  • Gli enti di ricerca scientifica, universitaria e sanitaria;
  • Gli enti gestori delle aree protette;
  • Le associazioni sportive dilettantistiche (ASD) riconosciute dal CONI che svolgono attività sociali rilevanti.
  • Gli enti del Terzo Settore iscritti al Registro Unico Nazionale (RUNTS), tra i quali Andrea Bocelli Foundation.

Se deciderai di destinare il tuo 5×1000 ad ABF, diventerai parte attiva della nostra mission “Empowering people and communities”, sostenendo i nostri progetti in Italia e nel mondo. 

Come si devolve?

Esistono 3 possibili modalità per devolvere il 5×1000 in base alla tua situazione lavorativa:

  1. Lavoratori dipendenti o pensionati: puoi sostenere enti del Terzo Settore compilando l’apposita scheda sul modello 730;
  2. Titolari di redditi di impresa e di lavoro autonomo con partita IVA: puoi devolvere il tuo 5 per mille compilando il modello Redditi (ex modello Unico);
  3. Soggetti non tenuti a presentare la dichiarazione: puoi destinare il tuo 5 per mille tramite la scheda allegata alla Certificazione Unica (ex CUD).

In ogni caso, è sufficiente inserire la tua firma e il codice fiscale della Fondazione nel riquadro in alto a sinistra, nella casella “Sostegno degli enti del Terzo Settore Iscritti al RUNTS”.

Differenza con 2 per mille e 8 per mille

In pratica il 5×1000, il 2×1000 e l’8×1000 sono tutte quote calcolate sul nostro IRPEF e tutte sono accomunate dal fatto che non sono un onere aggiuntivo per il contribuente.

Ciò che le contraddistingue è invece la finalità per la quale sono devolute.

Mentre il 5×1000 rappresenta una scelta di solidarietà, Il 2×1000 è dedicato al finanziamento dei partiti politici, mentre l’8×1000 allo Stato o a una confessione religiosa.

Queste 3 quote viaggiano su binari separati e non interferiscono l’una con l’altra. In pratica, se decidi di devolvere il tuo 5×1000 ad ABF, nulla togli alla possibilità di destinare il tuo 2×1000 e 8×1000 a chi ritieni opportuno.

Perché è importante devolvere il 5 per mille?

Devolvere il 5×1000 significa innanzitutto trasformare quello che è comunque un obbligo fiscale in un gesto consapevole di generosità e di valore collettivo. È infatti un modo semplice e gratuito per sostenere chi lavora ogni giorno per garantire educazione, cura e opportunità a chi ne ha più bisogno.

Ma scegliere a chi destinare il proprio 5×1000 è un modo per affermare la propria volontà senza lasciare che siano gli altri a decidere per noi.

Se, infatti, lasci vuoto il campo del 5×1000 nella dichiarazione dei redditi, la tua quota resterà allo Stato, mentre se firmi senza indicare un codice fiscale, il contributo verrà ripartito tra gli enti della stessa categoria in base alle preferenze espresse dagli altri contribuenti.

Scegliendo, invece, sei solo tu a decidere dove andranno le tue risorse e quale causa contribuirai a sostenere.

Tieni presente che gli Enti che ricevono il 5×1000 hanno l’obbligo di redigere e, per importi percepiti sopra 20.000 euro anche trasmettere e pubblicare sul proprio sito web, un apposito rendiconto accompagnato da una relazione illustrativa dal quale risultino in modo chiaro, trasparente e dettagliato la destinazione e l’utilizzo delle somme percepite.

A chi destinare il 5 per mille?

Abbiamo visto che il 5×1000 può essere destinato a una realtà tra quelle previste dalla legge, ovvero a enti del Terzo Settore, fondazioni, organizzazioni di volontariato, enti di ricerca o associazioni che operano per il bene comune.

La scelta è però assolutamente personale, in quanto dovresti devolvere il tuo 5×1000 a un’organizzazione che rispecchia i tuoi valori e il tuo modo di vedere il mondo perché, in fondo, si tratta di scegliere di far parte di un cambiamento, contribuendo a dare continuità e forza a progetti che generano valore per tutti.

Scegliendo Andrea Bocelli Foundation come destinatario del tuo 5×1000, sosterrai concretamente chi si impegna ogni giorno per costruire una società più equa e inclusiva, investendo nei bambini e nei giovani, affinché possano sviluppare le competenze e la consapevolezza necessarie per il loro empowerment e per quello delle loro comunità.

Come calcolare il 5 per mille?

Calcolare il 5×1000 è semplicissimo. Parti dal valore della tua imposta netta e moltiplicalo per 5, poi dividi per 1000, oppure, in modo ancora più rapido, moltiplica la tua imposta netta per 0,005.

Ad esempio, se la tua imposta è di 5.000 euro, il tuo 5×1000 ammonterà a 25 euro.

Nella pagina del nostro sito dedicata, troverai il calcolatore del 5×1000 che ti permetterà, inserendo il tuo reddito annuale lordo (RAL), di verificare immediatamente l’importo approssimativo del il tuo 5×1000. Contatta invece il tuo commercialista per avere il valore preciso.

Dona il tuo 5 per mille ad ABF

Devolvendo il tuo 5×1000 ad Andrea Bocelli Foundation darai un supporto concreto alla nostra mission che è quella di creare un mondo in cui a bambini, giovani e comunità vulnerabili è offerta l’opportunità di esprimere appieno il proprio potenziale.

Ad esempio, negli ultimi anni, il 5×1000 che tanti italiani hanno deciso di destinare alla Fondazione, ci ha permesso di portare avanti i progetti di ricostruzione nelle aree del Centro Italia colpite dal sisma del 2016. 

In particolare, hanno supportato la ricostruzione della Scuola Secondaria di I grado G. Leopardi di Sarnano, del Polo dell’Infanzia “E. De Amicis”di Muccia, dell’Accademia della Musica ABF Franco Corelli di Camerino, dell’ABF Hub Educativo 0-11 di Sforzacosta e dell’IPSIA R. Frau di San Ginesio (progetto di ricostruzione in corso).

Il nostro approccio promuove l’innovazione sociale in contesti complessi e lo fa attraverso programmi educativi di qualità e inclusivi, che utilizzano i linguaggi dell’arte, della musica e del digitale come strumenti per promuovere la crescita personale e collettiva. 

Il programma ABF EDU promuove sistemi educativi e di cura integrati, ad esempio all’interno delle scuole ricostruite dopo il sisma e nelle scuole ABF in Haiti per un totale a oggi di 12 strutture scolastiche.

Il programma ABF Edu-Care è invece rivolto ai bambini e ragazzi ospedalizzati e integra laboratori di arte, musica e digitale all’interno del percorso di cura, per garantire un’istruzione equa e di qualità nel contesto degli ospedali pediatrici italiani. 

Il programma ABF Voices of attraverso la creazione di cori regionali in Italia, in Terrasanta e in Uganda, sfrutta il potere trasformativo e generativo della musica a supporto dell’emersione e della valorizzazione dei talenti e dello sviluppo delle competenze trasversali di bambine e bambini, ragazze e ragazzi in contesti caratterizzati da vulnerabilità sociale.

ABF Globalab è il programma dedicato a ragazze e ragazzi tra i 16 e i 35 anni che mira a favorire lo sviluppo delle competenze socio-emotive e trasversali, fondamentali per costruire il proprio progetto di vita privata e professionale.

Il programma ABF Empowerment Actions prende vita attraverso una serie di iniziative e azioni mirate in contesti vulnerabili con interventi rivolti a supporto della nutrizione, della salute e della cura dell’ambiente.
Devolvere il 5×1000 ad ABF significa in definitiva credere nel potere dell’educazione, dell’arte e della solidarietà come strumenti per cambiare le cose, una persona alla volta.

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La figura professionale dell’Atelierista https://www.andreabocellifoundation.org/it/la-figura-professionale-dellatelierista/ Tue, 21 Oct 2025 08:05:09 +0000 https://www.andreabocellifoundation.org/?p=12236 Quella dell’atelierista è una figura professionale relativamente nuova che si sta sempre più affermando in ambito educativo per la sua capacità di promuovere la creatività e l’espressione personale quali strumenti fondamentali per crescere, imparare e sviluppare nuove competenze. È un ponte tra linguaggi diversi, artistici, estetici e digitali, attraverso il quale ciascuno ha l’opportunità di scoprire nuove modalità […]

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Quella dell’atelierista è una figura professionale relativamente nuova che si sta sempre più affermando in ambito educativo per la sua capacità di promuovere la creatività e l’espressione personale quali strumenti fondamentali per crescere, imparare e sviluppare nuove competenze.

È un ponte tra linguaggi diversi, artistici, estetici e digitali, attraverso il quale ciascuno ha l’opportunità di scoprire nuove modalità per raccontarsi e apprendere. 

In questo articolo scopriremo nel dettaglio la figura dell’atelierista, concentrandoci in particolare sul ruolo che questi professionisti assumono all’interno dei progetti educativi ABF.

Chi è e cosa fa l’atelierista

L’atelierista è un professionista dell’arte e dell’educazione che opera valorizzando la creatività, la libertà espressiva e i ritmi di apprendimento individuali, che si tratti di bambini, ragazzi o adulti.

A differenza di un’insegnante o di un educatore, l’atelierista si pone dunque come un esperto di linguaggi artistici (come la musica) e digitali

Con uno sguardo sensibile e guidato da un’idea pedagogica forte, riconosce nei contesti (che siano spazi strutturati o ambienti quotidiani) e nei materiali, le potenzialità per offrire esperienze significative.

L’atelier si configura così come un invito all’esplorazione autonoma, a un uso consapevole di strumenti e linguaggi che mira a valorizzare l’immaginazione, la ricerca personale e la costruzione collettiva di significati.

Gli atelier prendono forma da idee nate sia da riflessioni condivise con insegnanti e altri professionisti dell’educazione, sia da episodi vissuti sul campo, come scoperte spontanee, domande inattese, intuizioni dei bambini e dei ragazzi, per arricchire i progetti educativi.

Avere cura di ogni esperienza vissuta è tra i compiti fondamentali dell’atelierista.

Ogni atelier ha come obiettivo la crescita personale, attraverso l’espressione autentica del sé, nel pieno rispetto delle unicità dei partecipanti che, grazie a molteplici linguaggi, hanno la possibilità di riconoscersi in ciò che pensano e fanno.

L’atelierista si muove nello spazio con discrezione, voce calma e sguardo accogliente, predisposto a osservare, ascoltare e a creare relazioni autentiche. Favorisce inoltre i legami tra i presenti, attraverso una comunicazione attenta, verbale e non verbale.

Al centro della sua postura educativa c’è la domanda generativa, uno strumento di dialogo  potente, aperto, curioso e mai giudicante. Essa esprime cura e dedizione, perché nasce dal desiderio di conoscere l’altro attraverso le sue creazioni, frutto di visioni, saperi e interpretazioni del mondo. 

Allo stesso tempo, stimola l’attenzione verso fenomeni, argomenti e possibilità inesplorate, aprendo nuovi orizzonti di senso e conoscenza.

Ruolo e funzione all’interno di un’organizzazione

L’atelierista, nello specifico l’atelierista ABF, si impegna a costruire un contesto relazionale sereno e complice, coinvolgendo l’intera comunità educativa (équipe scolastiche o ospedaliere, famiglie e collaboratori). 

All’interno di questo ambiente condiviso, promuove una sperimentazione libera e intenzionale, in cui materiali e strumenti diventano veicoli espressivi attraverso tre ambiti principali: arte, musica e digitale.

Possiamo distinguere tre elementi fondamentali che caratterizzano la struttura di un atelier, ovvero: 

1. La possibilità di scegliere. Poter scegliere è ciò che rende la dimensione dell’atelier uno spazio e un tempo differenti rispetto ad altri contesti di crescita. Quando, tra un insieme vario di materiali e strumenti, si può scegliere come usarli e cosa creare, la persona (bambino o adulto che sia), ha la possibilità di raccontare sé stessa, immersa in una tematica, in un ambiente, in una suggestione, o stimolata da più spunti dialogici. In questo modo l’intreccio espressivo tra ciò che l’atelierista predispone e chi arriva dà origine a qualcosa di totalmente nuovo, imprevedibile e unico.

2. La percezione di cura che l’ambiente, i linguaggi e le opportunità offrono. L’ambiente, predisposto in precedenza dall’atelierista, è lo scenario imprescindibile che, attraverso i suoi rimandi, spazi, strumenti, colori e suoni, può innescare nuovi processi di crescita. In un ambiente curato le persone percepiscono attenzione e accoglienza come un invito inaspettato al benessere, già pronto per me ancor prima che ne avessi consapevolezza o necessità. L’atelier si presenta, nella cura dei suoi spazi, come un dono, un’offerta della vita che in quel momento ci regala nuove esperienze da ricordare.

3. La condizione di reciprocità tra i partecipanti e l’atelierista. Tutto si svolge in un senso biunivoco, che collega atelierista e partecipanti in un’immediata complicità. Tutti insieme si partecipa alla creazione di cose nuove, a scoperte inattese e all’ascolto di idee diverse. Si diventa complici anche nelle difficoltà, che, grazie a un clima di reciproca cura, si affrontano con leggerezza e curiosità.

L’atelierista è dunque come una sorta di “direttore d’orchestra“, che conduce e armonizza tempi, strumenti e narrazioni. Come abbiamo anticipato, la sua funzione è anche quella di raccordo tra insegnanti, genitori e studenti

Formazione e competenze

Trattandosi di una professione relativamente nuova, non esiste ancora un percorso formativo specifico per diventare atelierista.

Quello che possiamo dire è però che la formazione dell’atelierista non si esaurisce in un percorso accademico tradizionale, ma si costruisce nel tempo, attraverso la pratica diretta e un aggiornamento costante

Questa figura, oltre a dover padroneggiare le tecniche artistiche e le tecnologie digitali, deve anche avere la capacità di leggere i contesti educativi e di tradurre linguaggi complessi in esperienze accessibili a tutti. 

È richiesta una conoscenza approfondita dei materiali, unita a un’attitudine alla sperimentazione, alla riflessione critica e al lavoro interdisciplinare. L’atelierista, infatti, cresce professionalmente intrecciando le proprie competenze con quelle di insegnanti, educatori, famiglie e con le esperienze stesse di bambini e ragazzi.

Secondo l’approccio ABF, la formazione di un atelierista si sviluppa su più dimensioni:

● Progettazione e visione: non è semplice mantenere vivi i principi di scelta, cura e reciprocità di cui abbiamo parlato poco fa e che caratterizzano l’atelier. Per questo è necessario possedere una visione educativa solida, che si affina nella fase di progettazione, dove è importante che emergano anche dubbi e incertezze. Solo così sarà possibile accogliere con entusiasmo e flessibilità ciò che nascerà nell’esperienza diretta con i partecipanti, ai quali deve sempre essere permesso di innovare e trasformare quanto progettato in precedenza.

● Monitoraggio e osservazione: durante l’atelier l’atelierista deve svolgere anche un’opera costante di monitoraggio, finalizzata a osservare eventuali limiti imposti dal linguaggio, dai materiali, dagli strumenti o dallo stesso tempo previsto per lo svolgimento.

● Documentazione: l’atelierista ha il dovere di documentare, il percorso svolto durante l’atelier, attraverso la cura degli elaborati prodotti per trasmettere e custodire saperi e conoscenze delle “cose del mondo“, da comprendere e comunicare attraverso infiniti linguaggi, con occhi sempre nuovi. 

Che progetti con i docenti per rinnovare la didattica, o che elabori un’idea in maniera autonoma, l’atelierista porta sempre con sé un patrimonio condiviso, ovvero quello maturato con l’esperienza e quelli dei bambini e dei ragazzi incontrati lungo il percorso.

Ha il compito di narrare e di favorire la narrazione, perché ciascuno impari a guardare alle proprie esperienze come a una storia degna di essere raccontata, una storia importante.
In questo modo la sua formazione diventa essa stessa una pratica viva, capace di rinnovarsi continuamente grazie alle esperienze vissute e agli sguardi dei partecipanti.

La figura dell’atelierista ABF

Quella dell’atelierista è una figura centrale all’interno dei progetti educativi sviluppati da Andrea Bocelli Foundation, il cui obiettivo è quello di lavorare sullo sviluppo del potenziale umano, individuale e collettivo, partendo dall’ambito scolastico e tramite l’uso dei linguaggi dell’arte, della musica e del digitale 

In questo ambito si inseriscono due dei programmi portati avanti dalla Fondazione ovvero ABF Digital Lab e ABF Art & Music Lab, entrambi dedicati alla creazione di contesti educativi inclusivi, esperienziali e orientati alla relazione.

Parte di questi progetti si sviluppa all’interno degli Ospedali pediatrici afferenti alla rete AOPI (Associazione Ospedali Pediatrici Italiani) e al protocollo d’Intesa con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, per l’attuazione di progetti educativi innovativi a scuola e in ospedale, con il supporto delle Scuole in Ospedale aderenti al progetto, per garantire un’istruzione equa e di qualità anche ai bambini ospedalizzati. 

L’altro versante di intervento riguarda, invece, le scuole del Centro Italia dove sono attivi i laboratori suddetti e sono promossi ambienti educativi innovativi, aperti alla comunità e fondati sulla cura dei talenti, come il Centro Zerosei “A. Bocelli” di Lajatico e le scuole ricostruite da ABF nei territori colpiti dal sisma del 2016, 

All’interno di questi percorsi operano 3 figure specifiche di atelierista. L’atelierista digitale ABF è un professionista specializzato nell’uso delle tecnologie per l’educazione e nel supporto ai docenti nell’integrazione consapevole degli strumenti digitali.

L’atelierista di Arte ABF predispone invece esperienze creative attraverso le quali far vivere occasioni di autentica auto-espressione, e promuove la crescita dell’essere umano attraverso i molteplici linguaggi dell’arte — visiva, corporea e scultorea — esplorando tecniche e strumenti propri del mondo artistico. 

L’arte diventa così un canale privilegiato per stimolare l’immaginazione, sostenere l’apprendimento e favorire una conoscenza più profonda di sé, degli altri e del mondo, attraverso le varie forme di arte”.

Infine, ma non per importanza, l’atelierista di Musica ABF è un musicista professionista che promuove lo sviluppo globale della persona attraverso un approccio esperienziale e partecipativo alla musica. Nei suoi percorsi, il linguaggio musicale diventa uno strumento attivo capace di accordare sogni, esperienze, apprendimenti, desideri ed emozioni, grazie all’ascolto, l’armonia e la bellezza della melodia, intesi come dimensioni in cui crescere insieme.

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Completato l’ABF Hub educativo 0-11 di Sforzacosta con la consegna della nuova palestra https://www.andreabocellifoundation.org/it/completato-labf-hub-educativo-0-11-di-sforzacosta-con-la-consegna-della-nuova-palestra/ Fri, 17 Oct 2025 14:29:51 +0000 https://www.andreabocellifoundation.org/?p=12194 Momenti di condivisione con gli studenti alla presenza di Veronica Berti, il campione paraolimpico Alessandro Ossola, la campionessa di ginnastica ritmica Anna Piergentili, Bisotto e Boninfante della Lube e con la magia di Andrea Paris. Presenti anche il Sindaco Sandro Parcaroli, il Direttore Generale ABF Laura Biancalani e gli assessori ai Lavori Pubblici e all’Istruzione […]

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Momenti di condivisione con gli studenti alla presenza di Veronica Berti, il campione paraolimpico Alessandro Ossola, la campionessa di ginnastica ritmica Anna Piergentili, Bisotto e Boninfante della Lube e con la magia di Andrea Paris. Presenti anche il Sindaco Sandro Parcaroli, il Direttore Generale ABF Laura Biancalani e gli assessori ai Lavori Pubblici e all’Istruzione di Macerata Andrea Marchiori e Katiuscia Cassetta e del presidente del Consiglio comunale Francesco Luciani

Sforzacosta (MC), 16 settembre 2025 – È stata consegnata il 15 settembre, in occasione dell’avvio del nuovo anno scolastico, la nuova palestra della scuola primaria “G. Natali”, ultima parte mancante per il completamento dell’ABF Hub educativo 0-11 di Sforzacosta, frutto della collaborazione tra Andrea Bocelli Foundation e il Comune di Macerata.

Con questa consegna si conclude l’ampio progetto di riqualificazione e rigenerazione urbana avviato nel 2023, che ha portato, prima alla costruzione del Polo per l’Infanzia 0-6 (inaugurato il 22 novembre 2023), e poi alla ristrutturazione della scuola primaria “G. Natali” e del giardino circostante. Per ABF, quello di Sforzacosta è stato il quinto intervento realizzato nelle Marche nei territori colpiti dal sisma del 2016, e testimonia l’efficacia di un modello fondato su una stretta sinergia tra pubblico e privato e basato sulla partecipazione attiva della comunità.

Un murales per trasformare la palestra in uno spazio identitario. All’interno della nuova palestra è presente un murales realizzato dall’artista Alice Lotti durante un workshop di wall painting svoltosi lo scorso 25 marzo.
Il laboratorio ha coinvolto gli studenti della scuola e i partecipanti ai laboratori cittadini nella fase ideativa. I bambini e i ragazzi hanno infatti contribuito a definire il tema dell’opera, mentre l’artista ne ha curato interamente la realizzazione durante la fase di cantiere.

L’illustrazione ha trasformato la palestra in uno spazio accogliente, aperto, naturale e giocoso, dove bambine e bambini, ragazze e ragazzi possano sentirsi riconosciuti e rappresentati. Un progetto che rispecchia pienamente l’approccio di ABF nella creazione di scuole funzionali, innovative e inclusive, dove la comunità è parte attiva nella costruzione dello spazio educativo.

All’emozionante momento della consegna agli studenti, hanno voluto essere presenti Veronica Berti Bocelli, Vice Presidente ABF, e Laura Biancalani, Direttore Generale ABF. Alla cerimonia hanno preso parte anche il sindaco Sandro Parcaroli, l’assessore ai Lavori Pubblici Andrea Marchiori, l’assessore all’Istruzione Katiuscia Cassetta, il campione paraolimpico Alessandro Ossola, la campionessa di ginnastica ritmica Anna Piergentili, Francesco Bisotto e Mattia Boninfante della Lube e il prestigiatore Andrea Paris.

La palestra è molto più di uno spazio sportivo: è un luogo di incontro, di scoperta e di crescita condivisa. Con la sua apertura si conclude un percorso costruito insieme al territorio, che oggi può contare su un Hub educativo capace di accogliere e valorizzare ogni bambino, ogni ragazzo, ogni storia. Questo Hub racconta cosa accade quando una comunità crede nell’educazione come bene comune: ogni ambiente parla di collaborazione, creatività e fiducia nel futuro. Vedere questi spazi finalmente completi e vissuti dai ragazzi è la testimonianza più bella del loro valore.” — Laura Biancalani, Direttore Generale ABF

“Con l’inaugurazione della nuova palestra della scuola primaria “G. Natali”, celebriamo la conclusione di un percorso ma soprattutto l’inizio di una nuova stagione di vita per l’intera comunità. In questi spazi, nati nel cuore ferito del sisma, rinasce la fiducia nella forza dell’educazione, nella tenacia delle comunità, nella gioia dei bambini che torneranno a correre, a giocare, a crescere insieme. Un grazie speciale ai nostri amici atleti Alessandro Ossola e Anna Piergentili, che con la loro presenza e il loro entusiasmo hanno saputo portare un esempio forte di impegno e di passione. Lo stesso impegno, la stessa passione che muove la grande famiglia ABF, convinti, come siamo, che ogni opera dedicata all’educazione sia un seme di futuro: perché dove nasce una scuola, lì rinasce la comunità” ha aggiunto Veronica Berti Bocelli, Vice Presidente ABF.

“L’ABF Hub educativo 0-11 di Sforzacosta rappresenta un polo educativo unico e integrato, accessibile a bambini e famiglie oltre l’orario scolastico, nei fine settimana e durante il periodo estivo, pensato per favorire nuove modalità di apprendimento e rafforzare il legame tra scuola e comunità. Un ringraziamento alla Andrea Bocelli Foundation per la vicinanza che continua a dimostrare al nostro territorio e a tutti gli ospiti che intervenuti che hanno promosso dei momenti di arricchimento e di confronto per le giovani generazioni” ha detto il sindaco Sandro Parcaroli.

Per ogni progetto ABF che si completa, ce n’è un altro che prende forma. Proseguono infatti i lavori per la realizzazione del nuovo IPSIA “R. Frau” di San Ginesio (MC), un complesso scolastico innovativo progettato e sviluppato dal team di esperti di Andrea Bocelli Foundation in concerto con gli Uffici del Commissario per la Ricostruzione post Sisma per l’Italia Centrale.

Tre blocchi adiacenti, tre “scatole della scienza” pensate per attività scolastiche, laboratoriali, sportive e ludico-creative anche all’aperto, distribuite su una superficie complessiva di oltre 2.800 metri quadrati. Una struttura moderna, dotata di impianto fotovoltaico da 40 kWp, antisismica e certificata in classe IV “costruzioni con funzioni pubbliche o strategiche”, che porterà nuova energia al territorio e nuove opportunità per le giovani generazioni.

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Diritti dei bambini: cosa stabilisce la Convenzione ONU https://www.andreabocellifoundation.org/it/diritti-dei-bambini-cosa-stabilisce-la-convenzione-onu/ Tue, 16 Sep 2025 16:00:32 +0000 https://www.andreabocellifoundation.org/?p=11190 I diritti dei bambini riconoscono ogni bambino come individuo con necessità, aspirazioni e un potenziale da proteggere. A sancirlo ufficialmente per la prima volta è stata la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia che, adottata nel 1989, rappresenta un pilastro fondamentale nella promozione e nella tutela dei diritti dei minori a livello globale. In questo articolo, […]

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I diritti dei bambini riconoscono ogni bambino come individuo con necessità, aspirazioni e un potenziale da proteggere.

A sancirlo ufficialmente per la prima volta è stata la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia che, adottata nel 1989, rappresenta un pilastro fondamentale nella promozione e nella tutela dei diritti dei minori a livello globale.

In questo articolo, esploreremo i principi e i diritti sanciti dalle Nazioni Unite, vedremo quali sono le nuove sfide che i bambini devono affrontare oggi e quali le azioni messe in campo da Andrea Bocelli Foundation a supporto dei diritti dei bambini.

In cosa consistono i diritti dei bambini

I diritti dei bambini sono diritti fondamentali che riconoscono a ogni minore la possibilità di crescere, svilupparsi e vivere in un ambiente protetto, sano e stimolante. Questi diritti non attengono esclusivamente alla mera protezione fisica, ma comprendono anche il benessere psicologico, emotivo, sociale ed educativo.

La Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia , adottata nel 1989 e ratificata da 196 Paesi (tutte le Nazioni aderenti all’ONU ad eccezione degli USA) è il trattato internazionale che sancisce e mira a garantire i diritti di tutti i bambini, indipendentemente dall’estrazione sociale, culturale, etnica o religiosa, riconoscendo la loro vulnerabilità e la necessità di misure di tutela speciali.

La Convenzione stabilisce che ogni bambino ha diritto a una vita dignitosa, alla protezione dalla violenza e dallo sfruttamento e all’accesso a un’educazione di qualità. Afferma inoltre il diritto dei bambini di esprimere le proprie idee, di partecipare alla vita culturale e di essere rispettati come individui con opinioni proprie.

La Convenzione impone agli Stati membri l’obbligo di adottare misure legislative e amministrative che ne garantiscano l’attuazione e di monitorarne l’efficacia attraverso report periodici.

Cosa dice la Convenzione sui diritti dell’infanzia

La Convenzione sui diritti dell’infanzia stabilisce che a ogni bambino, indipendentemente dalle circostanze in cui vive, siano riconosciuti diritti fondamentali che ne tutelino l’integrità fisica, emotiva, sociale e culturale. Per la prima volta i bambini sono considerati come personalità indipendenti, che hanno le proprie opinioni e possono esprimerle.

La Convenzione vuole inoltre promuovere il pieno coinvolgimento dei minori nella società, consentendo loro di crescere in un ambiente che ne favorisca il pieno sviluppo personale e comunitario.

Il trattato si compone di 54 articoli, suddivisi in 3 sezioni principali relative ai diritti generali, ai diritti specifici e alle modalità di monitoraggio e attuazione e poggia su 4 principi fondamentali che devono essere applicati per tutte le decisioni che riguardano i bambini. Vediamo nel dettaglio quali sono.

I 4 principi fondamentali

I 4 principi fondamentali su cui si basa la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia sono:

  1. Diritto alla non discriminazione.L’articolo 2garantisce che i diritti siano riconosciuti a tutti i bambini “senza distinzione di sorta e a prescindere da ogni considerazione di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere del fanciullo o dei suoi genitori o tutori legali, dalla sua origine nazionale, etnica o sociale, dalla sua situazione finanziaria, dalla sua incapacità, dalla sua nascita o da ogni altra circostanza”;
  2. Priorità del superiore interesse del bambino. L’articolo3 stabilisce che “In tutti gli atti riguardanti i minori, siano essi intrapresi da istituzioni pubbliche o private di assistenza sociale, tribunali, autorità amministrative o organi legislativi, l’interesse superiore del minore deve essere una considerazione preminente”;
  3. Il diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo è espresso nell’articolo 6 che impegna gli Stati membri a impegnarsi per garantirlo nella massima misura possibile;
  4. Il diritto all’ascolto e alla partecipazione. L’articolo 12 afferma che “Gli Stati parti garantiscono al fanciullo capace di discernimento il diritto di esprimere liberamente la sua opinione su ogni questione che lo interessa, le opinioni del fanciullo essendo debitamente prese in considerazione tenendo conto della sua età e del suo grado di maturità”.

Questi principi rappresentano il fulcro intorno al quale ruotano l’interpretazione e l’applicazione dei diritti sanciti dalla Convenzione a livello globale.

Quali sono i 10 diritti fondamentali

La Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia stabilisce numerosi diritti di cui ogni bambino dovrebbe godere che possono essere riassunti in 10 diritti fondamentali ovvero:

  1. Il diritto all’uguaglianza senza distinzione di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di qualsiasi altra condizione;
  2. Il diritto alla salute, garantito solo laddove i minori ricevano un’alimentazione adeguata, accesso all’ acqua potabile e a cure sanitarie appropriate in caso di malattia;
  3. Il diritto all’istruzione. La Convenzione stabilisce che l’istruzione primaria deve essere obbligatoria e gratuita per tutti i bambini. Promuove inoltre l’accesso a diverse forme di istruzione secondaria, si impegna a rendere l’istruzione superiore accessibile in base alle capacità individuali e a fornire orientamenti educativi e professionali per tutti i minori.
  4. Il diritto al gioco, al riposo e al tempo libero e ad attività ricreative in base alla propria età. I bambini devono anche poter partecipare liberamente alla vita culturale e artistica;
  5. Il diritto alla libertà di espressione che include la libertà di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso qualsiasi mezzo a scelta del bambino;
  6. Il diritto alla protezione dalla violenza intesa come ogni forma di lesione o di brutalità fisica o mentale, di abbandono o di negligenza, di maltrattamento o di sfruttamento;
  7. Il diritto alla protezione e la cura dei bambini coinvolti in un conflitto armato;
  8. Il diritto alla protezione dallo sfruttamento economico e a non essere costretti a svolgere alcun lavoro che sia rischioso o che possa porre a repentaglio la loro educazione o nuocere alla salute o allo sviluppo fisico, mentale, spirituale, morale o sociale.
  9. Il diritto alle cure parentali di entrambi i genitori anche se separati;
  10. Il diritto a un’assistenza speciale in caso di disabilità per garantire ai minori disabili gli stessi diritti di tutti gli altri.

L’impatto globale della Convenzione

Come abbiamo già detto, la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia è stata ratificata da 196 Paesi, ovvero l’unanimità ad esclusione degli Stati Uniti. Un numero straordinariamente alto che dimostra l’impegno globale verso la protezione e il benessere dei bambini.

Questo trattato è stato riconosciuto come uno degli strumenti più efficaci per promuovere i diritti dei minori e, negli anni, ha esercitato una forte influenza sulle leggi nazionali dei diversi Paesi.

Ogni Stato firmatario è infatti obbligato ad adeguare le proprie leggi e politiche in conformità con i principi e i diritti sanciti dal trattato.

A livello generale, dall’entrata in vigore della Convenzione sono stati compiuti molti passi avanti. Ad esempio, dal 1990, grazie anche alla diffusione dei vaccini, la mortalità infantile si è dimezzata, come anche il numero dei bambini denutriti.

Tuttavia, la strada sembra essere ancora lunga se si tiene in considerazione, solo per dare numero, che, nel mondo, più di 400 milioni di minori vivono in aree di conflitto, circa 5,7 milioni soffrono la fame e oltre 1 miliardo vive in zone ad alto rischio di crisi climatiche.

Altro dato allarmante riguarda i milioni di bambini che non vedono ancora riconosciuto il diritto all’istruzione.

Organizzazioni che promuovono i diritti dei bambini

menzionare alcune organizzazioni e il ruolo delle istituzioni

A livello globale, esistono numerose organizzazioni internazionali e istituzioni impegnate nella promozione e protezione dei diritti dei bambini.

Tra queste vanno in primis annoverate proprio le Nazioni Unite. In particolare, l’Agenda 2030 vede gran parte dei suoi obiettivi incidere direttamente sui diritti dei minori, attraverso la lotta alla povertà, l’accesso a un’istruzione equa e inclusiva, la tutela della salute e la protezione da abusi e discriminazioni.

Il Comitato ONU sui diritti dell’infanzia, invece, è un organo di esperti incaricato di monitorare l’attuazione della Convenzione sui diritti dell’infanzia da parte degli Stati membri, offrendo raccomandazioni su come migliorare la protezione e il benessere dei bambini.

Inoltre, organizzazioni come l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l’International Labour Organization (ILO) si concentrano sul miglioramento delle condizioni di vita dei minori, affrontando temi come la salute infantile, la sostituzione del lavoro minorile e la protezione dalla violenza e sfruttamento.

In questo scenario globale merita senz’altro di essere menzionato il Terzo Settore.

Gli enti del Terzo Settore, come Andrea Bocelli Foundation, infatti, operano spesso in stretta sinergia con le istituzioni internazionali e nazionali, fornendo interventi diretti sul campo, promuovendo l’educazione, l’assistenza sanitaria e la protezione dell’infanzia.

Esercitano inoltre un’importante funzione di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e spingono sulle politiche governative per garantire che le normative siano attuate in modo efficace e rispondano alle reali necessità dei bambini.

La situazione in Italia

L’Italia ha ratificato la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia nel 1991, con la legge 176/1991.

Tale legge ha aperto le porte a tutta una serie di misure a favore dei diritti dei bambini. Tra queste, la creazione del Garante per l’infanzia e l’adolescenza (AGIA), un organo indipendente che ha il compito di promuovere la cultura dei diritti dei bambini e monitorare la corretta applicazione delle leggi in questa materia.

Nonostante i passi avanti compiuti negli anni, anche in Italia permangono ancora tante sfide legate ai diritti dell’infanzia.

La povertà educativa e l’abbandono scolastico sono ancora fenomeni preoccupanti, soprattutto nelle regioni del sud Italia.

Dati preoccupanti arrivano anche dalla Terza Indagine Nazionale sul maltrattamento dei bambini e degli adolescenti in Italia, condotta su mandato dell’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza e realizzata da Cismai e Terre des Hommes. I dati evidenziano che su 374.310 minorenni seguiti dai Servizi Sociali, 113.892 sono vittime di maltrattamento, pari a 304 ogni 1.000 bambini, con un incremento rispetto ai 193 ogni 1.000 registrati nella precedente indagine. Il maltrattamento è aumentato del 58%, con punte del 100% al Sud. Questi numeri sollevano interrogativi sul reale impegno del Paese nel contrastare e prevenire questo fenomeno.

Diritti dei bambini e nuove sfide

Oltre alla povertà educativa e ai maltrattamenti di cui abbiamo appena parlato, emergono continuamente nuove sfide che richiedono un impegno costante per adeguare le politiche e le pratiche a realtà in evoluzione.

Tra queste, quelle legate alle tecnologie digitali e al cyberbullismo. I bambini e gli adolescenti sono infatti sempre più vulnerabili a forme di violenza psicologica e intimidazioni che si svolgono online.

C’è poi il fenomeno migratorio che, con il crescente numero di minori non accompagnati, pone una delle sfide più gravi per la protezione dei diritti dei bambini, maggiormente esposti ad abusi e sfruttamento.

Come educare i bambini ai propri diritti

Educare i bambini ai propri diritti significa innanzitutto renderli consapevoli di questi diritti ed è un passaggio fondamentale per consentire loro di riconoscerli e di esigerne il rispetto.

La famiglia è il contesto fondamentale per l’educazione ai propri diritti e a quelli degli altri, attraverso la creazione di un ambiente che promuova il rispetto, la sicurezza e l’ascolto, che li incoraggi a esprimere liberamente la propria opinione e che li coinvolga nei processi decisionali che li riguardano.

Insieme alla famiglia, anche il ruolo della scuola è indispensabile e può essere portato avanti ad esempio, tramite attività didattiche interattive, giochi di ruolo e progetti collaborativi, attraverso i quali affrontare concetti come la non discriminazione, la protezione dalla violenza e la libertà di espressione.

I progetti di ABF

Nel perseguimento della propria mission “Empowering people and communities”, Andrea Bocelli Foundation crea e sviluppa una pluralità di progetti educativi per promuovere i diritti dell’infanzia, nella convinzione che l’istruzione e l’educazione rappresentino il principale strumento di emancipazione per le future generazioni.

Proprio per questo, dal 2011, ABF realizza progetti educativi a favore del diritto all’istruzione nel mondo, in linea con l’obiettivo 4 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Ne è un esempio ABF Digital Lab, il progetto che mira a favorire i contesti di apprendimento che promuovono l’interazione, la comunicazione e la relazione, attraverso le nuove tecnologie digitali.

ABF Digital Lab si sviluppa sia all’interno degli ospedali della rete AOPI (Associazione Ospedali Pediatrici Italiani) per garantire un’istruzione di qualità ai bambini ospedalizzati, sia nelle scuole ricostruite dalla Fondazione dopo il sisma che ha colpito le Marche nel 2016.

Sempre in linea con il goal 4, ABF è presente in 6 scuole in Haiti, garantendo un’istruzione equa e di qualità e un rifugio sicuro dai pericoli della delinquenza a oltre 3.600 studenti.

Educazione ma non solo. Sempre in Haiti, nel perseguimento dell’obiettivo 6 dell’Agenda 2030, dal 2013, grazie al progetto ABF Water Truck, ogni giorno i camion cisterna della Fondazione distribuiscono 24.000 galloni d’acqua pulita a oltre 400.000 persone nelle baraccopoli di Cité Soleil. Un supporto importante per i bambini haitiani che, insieme agli anziani, sono i soggetti più vulnerabili e più esposti alle gravi conseguenze della disidratazione e della mancanza di igiene.

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Andrea Bocelli Foundation tra i banchi per il primo giorno di scuola all’Istituto Comprensivo “Ugo Betti” di Camerino https://www.andreabocellifoundation.org/it/andrea-bocelli-foundation-tra-i-banchi-per-il-primo-giorno-di-scuola-allistituto-comprensivo-ugo-betti-di-camerino/ Tue, 16 Sep 2025 15:26:26 +0000 https://www.andreabocellifoundation.org/?p=11147 Camerino, 16 settembre 2025 – Ieri, 15 settembre, è suonata la prima campanella al nuovo Istituto Comprensivo “Ugo Betti” di Camerino che, da quest’anno, accoglie bambini e ragazzi in una struttura moderna, sicura e a misura di futuro, realizzata grazie al lavoro congiunto del Commissario per la Ricostruzione Guido Castelli, della Regione Marche, del Comune […]

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Camerino, 16 settembre 2025 – Ieri, 15 settembre, è suonata la prima campanella al nuovo Istituto Comprensivo “Ugo Betti” di Camerino che, da quest’anno, accoglie bambini e ragazzi in una struttura moderna, sicura e a misura di futuro, realizzata grazie al lavoro congiunto del Commissario per la Ricostruzione Guido Castelli, della Regione Marche, del Comune di Camerino e di Andrea Bocelli Foundation.

Nel giorno di apertura dell’anno scolastico, le aule si sono animate di voci e sorrisi. Bambine e bambini, ragazze e ragazzi hanno varcato le porte del nuovo edificio dando inizio a un percorso educativo che unisce innovazione, creatività e benessere.

Ad accoglierli, insieme al Sindaco di Camerino Roberto Lucarelli, erano presenti Veronica Berti Bocelli, Vice Presidente ABF, e Laura Biancalani, Direttore Generale ABF, che hanno voluto portare un saluto alla comunità scolastica, esprimendo vicinanza e incoraggiamento a studenti, docenti e famiglie, con l’augurio di un anno ricco di scoperte e nuove opportunità. 

A rendere ancora più speciale la giornata, un momento di magia con il prestigiattore e ABF Advocate Andrea Paris, che ha regalato stupore e sorrisi a studenti e insegnanti.

Il Complesso “Betti” rappresenta un nuovo capitolo per Camerino, uno dei territori più duramente colpiti dal sisma del 2016.

La nuova struttura, presentata ufficialmente lo scorso 30 maggio, accoglie alunni della scuola dell’infanzia (2 classi), della primaria (11 classi) e della secondaria di primo grado (8 classi), in ambienti progettati per garantire sicurezza, comfort e un approccio didattico all’avanguardia.

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Povertà educativa: cos’è, cause e come contrastarla https://www.andreabocellifoundation.org/it/poverta-educativa-cose-cause-e-come-contrastarla/ Wed, 16 Jul 2025 08:38:57 +0000 https://www.andreabocellifoundation.org/?p=10865 Scopri con ABF cos'è la povertà educativa, le cause principali e le strategie per contrastarla e promuovere pari opportunità per bambini e giovani.

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Esiste una forma di povertà che, pur essendone condizionata, va oltre il concetto di povertà economica. È la povertà educativa. E a pagarne le conseguenze sono i bambini, i giovani e, come diretta conseguenza, gli individui e le comunità di domani.

In questo approfondimento spiegheremo cos’è la povertà educativa, quali sono le principali cause e quali i possibili strumenti per combatterla.

Vedremo infine quali sono i progetti che Andrea Bocelli Foundation porta avanti per contrastare questa forma di povertà nei contesti più vulnerabili in Italia e nel mondo.

Cos’è la povertà educativa

La povertà educativa è una condizione in cui l’infanzia e l’adolescenza vengono private delle opportunità fondamentali per apprendere, esplorare il mondo, scoprire le proprie potenzialità e costruire il proprio futuro con consapevolezza e libertà.

Tale condizione, che solo in Italia riguarda circa 1 milione e 295 mila bambini e ragazzi,pari al 13,8% del totale, si manifesta quando bambini, bambine e adolescenti crescono senza avere accesso a quelle esperienze formative, a quegli stimoli culturali e a quelle occasioni che consentono loro di coltivare competenze, passioni e aspirazioni personali.

Pur essendone parte integrante, la mancanza di un’adeguata istruzione a livello scolastico, non è l’unica componente della povertà educativa.

Quest’ultima infatti si riferisce a un fenomeno multidimensionale, frutto del contesto familiare, economico e scolastico e che riguarda sia le competenze cognitive che non. Si riferisce dunque anche alle competenze relazionali ed emotive che i giovani hanno o meno l’opportunità di sviluppare.

Giusto per fare qualche esempio, si parla di povertà educativa quando un bambino che vive in un’area interna, priva di scuole dell’infanzia o con trasporti pubblici inadeguati, non può frequentare la scuola regolarmente. Oppure quando i ragazzi sono costretti a interrompere gli studi dopo la scuola media per contribuire economicamente al reddito familiare. In entrambi i casi si assiste a una limitazione del diritto all’istruzione.

C’ è povertà educativa quando i bambini non hanno mai visitato un museo, una biblioteca o partecipato ad attività laboratoriali, artistiche o musicali. Oppure quando i ragazzi non sanno usare strumenti digitali in modo critico e autonomo, perché non sono stati educati all’uso consapevole della tecnologia.

O quando i bambini crescono in contesti familiari privi di figure adulte in grado di sostenere il loro percorso scolastico o incoraggiarne la curiosità. O, ancora, laddove minori vivono in quartieri ad alta dispersione scolastica e povertà economica, dove anche le opportunità informali (sport, teatro, spazi aggregativi ecc.) sono assenti.

La povertà educativa viene misurata tenendo conto di diversi indicatori. In Italia, l’ISTAT ha individuato 28 indicatori “di deprivazione, stabiliti dopo aver definito un cut-off di deprivazione per ogni indicatore, ovvero una soglia statistica o normativa che stabilisce quando una condizione è considerata deprivata.

Ad esempio, il target UE prevede che almeno il 45% dei bambini 0-2 anni abbia accesso a un asilo nido. Se un comune è sotto questa soglia, è considerato deprivato.

Altro esempio è l’indicatore di dispersione implicita INVALSI o la deprivazione materiale secondo Eurostat (es. assenza di libri, connessione internet, ecc.). che permette di individuare studenti che formalmente frequentano la scuola, ma non acquisiscono le competenze minime previste.

Quali sono le cause della povertà educativa

Come abbiamo visto, la povertà educativa ha origini multifattoriali, ovvero è la conseguenza di una serie di fattori economici, sociali, culturali e territoriali che si autoalimentano.

Vediamo nello specifico quali sono le principali cause riconosciute dalla letteratura e dalle indagini nazionali ed europee:

  1. La povertà economica e le disuguaglianze sociali. Le famiglie in condizioni di povertà economica non riescono agarantire ai figli le stesse risorse materiali e le opportunità culturali (quali libri, connessione internet, attività extrascolastiche ecc.) dei loro coetanei che vivono in condizioni economiche migliori;
  2. Il livello di istruzione dei genitori. I figli di genitori con un basso titolo di studio hanno, generalmente, minori probabilità di raggiungere un livello educativo elevato, a causa di fattori come la mancanza di orientamento, la scarsa familiarità con il sistema scolastico, una bassa autostima o aspettative ridotte;
  3. La carenza nell’accesso ai servizi educativi nella prima infanzia. In questo senso, soprattutto in aree geografiche come il Sud Italia, l’insufficiente copertura degli asili nido, riduce la possibilità di un avvio precoce e positivo del percorso educativo.
  4. La carenza di offerta culturale nel territorio di residenza limita in maniera significativa l’accesso alle opportunità e, spesso, va di pari passo con la marginalità economica;
  5. Contesti familiari fragili o poco supportivi,come le famiglie monogenitoriali, con più figli e in situazioni di indigenza economica, oltre a ridurre concretamente le opportunità dei figli, aumentano il rischio di disimpegno scolastico e disagio emotivo;
  6. La scarsa qualità dell’offerta educativa che non riesce a colmare i divari sociali quanto, piuttosto, li amplifica.

In conclusione, la povertà educativa è il frutto di una serie di sistemi familiari, economici, sociali ed educativi. Fattori che, di fatto, precludono a bambine, bambini, ragazze e ragazzi l’accesso a pari opportunità, ostacolando dunque il processo di empowerment di individui e comunità.

Soluzioni per il contrasto della povertà educativa

Contrastare la povertà educativa significa mettere in campo una serie di interventi che agiscano su più livelli – individuale, familiare, comunitario e istituzionale – che permettano di colmare i numerosi gap che impediscono a tanti bambini e ragazzi di esprimere a pieno il proprio potenziale.

Le possibili soluzioni per combattere la povertà educativa riguardano:

  • Il miglioramento della qualità della scuola e dei servizi educativi, offrendo a bambini e ragazzi scuole accoglienti, complete e stimolanti, fin dalla prima infanzia. Questo può significare, ad esempio, prevedere delle attività extracurricolari gratuite come sport, musica, teatro, laboratori artistici o scientifici.
  • La formazione dei docenti nella direzione di una didattica più inclusiva, di metodi didattici partecipativi che rendano gli alunni protagonisti attivi dell’apprendimento e di potenziamento delle competenze trasversali come il pensiero critico, la collaborazione e la creatività.
  • La promozione di una didattica laboratoriale e inclusiva che consenta di apprendere attraverso linguaggi differenti.
  • Il contrasto dell’abbandono scolastico e della perdita di apprendimento attraverso, ad esempio, iniziative di orientamento che permettano agli studenti di coltivare le proprie potenzialità e scoprire cosa vogliono fare.
  • La promozione di patti educativi di comunità tra scuole, famiglie, enti locali e Terzo Settore. In particolare, il Terzo Settore, di cui Andrea Bocelli Foundation fa parte, può svolgere un ruolo fondamentale nella lotta alla povertà educativa attraverso lo sviluppo di progetti educativi costruiti ad hoc su ogni contesto in cui vengono realizzati.
  • La trasformazione delle scuole in presìdi di comunità, ovvero in luoghi, non solo di istruzione, ma anche di relazione e di incontro per tutta la comunità per mezzo di ambienti multifunzionali e spazi accessibili anche al di fuori dell’orario scolastico.

Per contrastare la povertà educativa, è dunque necessario moltiplicare le occasioni di apprendimento sia formale che informale, promuovendo la cultura, la socialità e il benessere.

I progetti di ABF

Dal 2011, Andrea Bocelli Foundation realizza progetti educativi in linea con l’Obiettivo 4 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite che mira ad assicurare un’istruzione di qualità equa e inclusiva e a promuovere opportunità di apprendimento per tutti.

La lotta alla povertà educativa rappresenta il filo conduttore che attraversa ogni progetto promosso e portato avanti da ABF. Restituire a bambine, bambini e giovani, in particolare a coloro che vivono in territori fragili e svantaggiati, il diritto di crescere, apprendere e costruire il proprio futuro, è infatti l’impegno che sottende la mission della Fondazione “Empowering people and communities”.

In ogni intervento implementato da Andrea Bocelli Foundation, dalla ricostruzione delle scuole nei territori del Centro Italia colpiti dal sisma del 2016, all’accesso all’educazione nei contesti più vulnerabili, ogni progetto nasce per offrire strumenti, spazi e opportunità a chi ne è privo. E lo fa attingendo da una pluralità di linguaggi, quali quello dell’arte, della musica e dei nuovi linguaggi digitali.

Tra gli interventi  più significativi in questo senso, ricordiamo le 6 scuole e i progetti educativi ABF in Haiti, un territorio colpito da una grava crisi umanitaria, dove la scuola diventa un rifugio sicuro dai pericoli della delinquenza e l’unica possibilità di empowerment per le future generazioni.

Con i programmi ABF Edu e ABF Edu-Care, la Fondazione promuove didattiche innovative co-progettando con i docenti in loco contesti di apprendimento che favoriscono l’interazione, la comunicazione, la relazione, la scoperta e il potenziamento dei talenti di ciascun bambino, attraverso i linguaggi di arte, musica e digitale.

E lo fa, sia all’interno degli Ospedali pediatrici afferenti alla rete AOPI (Associazione Ospedali Pediatrici Italiani) per garantire un’istruzione di qualità anche ai bambini ospedalizzati, sia all’interno delle scuole frutto della ricostruzione post sisma, trasformate in veri centri di aggregazione per l’intera comunità.

C’è invece la musica al centro del programma educativo ABF Voices of. Attraverso la creazione di cori regionali nelle zone più vulnerabili del mondo, bambine e bambini, ragazze e ragazzi hanno la possibilità di scoprire e coltivare i propri talenti.

Per i giovani tra i 16 e i 25 anni alla ricerca di opportunità di crescita, di orientamento e formazione, il programma educativo ABF Globalab mette a disposizione progetti e strumenti concreti per promuovere lo sviluppo di competenze trasversali preziose per costruire il proprio futuro con maggiore consapevolezza.

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Progetti NEET: le iniziative di Andrea Bocelli Foundation https://www.andreabocellifoundation.org/it/progetti-neet-le-iniziative-di-andrea-bocelli-foundation/ Wed, 16 Jul 2025 08:28:36 +0000 https://www.andreabocellifoundation.org/?p=10864 Scopri i progetti NEET promossi da ABF: iniziative per nuove opportunità di formazione e inserimento lavorativo ai giovani in difficoltà.

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Nonostante deboli segnali di miglioramento, il fenomeno dei NEET (Not in Employment, Education or Training) continua a essere una delle sfide dei nostri tempi.

Secondo le statistiche Eurostat, nel 2024 nell’UE l’11% dei giovani tra i 15 e i 29 anni non era né occupato né impegnato in studi o formazioni. Percentuale che in Italia ha raggiunto il 15,2%, con punte ancora più alte nel Mezzogiorno e tra le ragazze.


In questo articolo analizzeremo nel dettaglio questo fenomeno sociale e vedremo quali sono le iniziative portate avantida Andrea Bocelli Foundation per offrire ai giovani percorsi di crescita personale e professionale, trasformando l’inattività in partecipazione attiva al mondo del lavoro e della formazione.

I progetti di ABF pensati per giovani che non studiano e non lavorano

ABF sviluppa programmi che mettono in contatto scuola, formazione e contesti di orientamento pubblico, combinando accompagnamento educativo, potenziamento delle competenze trasversali e rafforzamento del benessere personale.

Questi interventi sono progettati per rispondere in modo diretto e concreto alle difficoltà vissute dai giovani, che spesso si trovano a fronteggiare sfide complesse legate alla disoccupazione, alla mancanza di accesso a opportunità educative e alla difficoltà di entrare nel mondo del lavoro.

Le iniziative promosse da Andrea Bocelli Foundation mirano a costruire una rete di supporto che vada oltre l’aspetto puramente educativo, focalizzandosi anche sulla crescita personale e sulla valorizzazione del potenziale individuale.

Nello specifico ABF promuove:

  • ABF Globalab, il programma di orientamento scolastico, personale e professionale rivolto a giovani 16-25 anni, che include percorsi di mentoring, workshop, laboratori e attività creative per accompagnare i giovani nella costruzione del proprio progetto di vita. Il programma ABF Globalab ha in sé 7 progettualità, di cui una, ABF Talent4Work, specifica per i NEET;
  • ABF Talent4Work, il progetto inserito all’interno di ABF Globalab, che lavora sull’emersione e sul riconoscimento delle competenze trasversali, in particolare di quelle socio-emotive, con l’obiettivo di rafforzare l’autoconsapevolezza e l’autonomia dei giovani per orientarsi verso i servizi o le realtà professionali più affini ai loro interessi.

Vediamoli nel dettaglio.

ABF Globalab: un programma di orientamento per i giovani

Nato nel 2021, ABF Globalab è un programma innovativo dedicato all’orientamento scolastico, professionale e personale dei giovani dai 16 ai 25 anni.

Tenendo presente il Goal n.4 dell’Agenda 2030Assicurare un’istruzione di qualità, equa ed inclusiva e promuovere opportunità di apprendimento permanente per tutti”, attraverso ABF Globalab Andrea Bocelli Foundation intende agire sul target dei giovani 16-25 anni attraverso progetti di orientamento vocazionale che mirino, in allineamento con il punto 4.4, ad “aumentare sostanzialmente il numero di giovani e adulti che abbiano le competenze necessarie, incluse le competenze tecniche e professionali, per l’occupazione, per lavori dignitosi e per la capacità imprenditoriale”.

A seguito della ristrutturazione della nuova ala del complesso di San Firenze, sede della Fondazione, il programma ABF Globalab si è evoluto da una dimensione esclusivamente progettuale a una realtà anche fisica e operativa.

Il percorso, infatti, si svolge proprio all’interno di questi spazi e prevede un’ampia gamma di attività, dai laboratori creativi ai contest di idee, dal mentoring individuale agli incontri con aziende e professionisti.

Il cuore del metodo è un approccio attivo, partecipativo e flessibile che integra strumenti come il design thinking, il game-based learning e il life design. Grazie a una progettazione dal basso e a un sistema di monitoraggio delle competenze, ABF Globalab accompagna i ragazzi nella scoperta del proprio potenziale, aiutandoli a costruire scelte consapevoli e future sostenibili.

Uno degli elementi distintivi del Globalab è il forte focus sul benessere socio-emotivo come leva centrale per la riattivazione dei giovani NEET. ABF lavora per creare contesti educativi sicuri, accoglienti e motivanti, in cui ogni ragazzo e ragazza possa riconoscersi, sviluppare consapevolezza di sé e delle proprie risorse, ritrovare fiducia e costruire un rapporto positivo con il futuro.

 Il supporto di un team multidisciplinare – composto da educatori, pedagogisti, psicologi e orientatori – garantisce un accompagnamento personalizzato, attento non solo alla crescita professionale ma anche al benessere emotivo, relazionale e psicologico della persona.

ABF Talent4Work: il progetto di ABF Globalab che si occupa dei NEET

All’interno di ABF Globalab si inserisce ABF Talent4Work, un progetto specifico che si concentra sull’emersione e valorizzazione delle competenze (in particolare quelle trasversali e socio-emotive) per rafforzare l’autoefficacia, la consapevolezza e l’autonomia dei giovani nella costruzione del proprio percorso professionale.

Talent4Work non si occupa direttamente del matching con le aziende né ha partnership formali con i Centri per l’Impiego. Il suo obiettivo è accompagnare i giovani nella fase pre-mondo del lavoro, rendendoli autonomi nell’orientarsi e nel prendere contatto con i servizi, le opportunità o le realtà professionali di loro interesse.

Durante le giornate formative di Talent4Work, i ragazzi lavorano insieme a educatori e orientatori ABF su attività concrete, come:

  • Narrare in maniera efficace i propri punti di forza e trasformare i limiti in risorse;
  • Prepararsi a un colloquio di lavoro e affrontarlo con consapevolezza;
  • Redigere un curriculum vitae efficace e coerente;
  • Curare la propria identità digitale;
  • Rispondere con autenticità alla domanda “mi parli di lei?”;
  • Riconoscere, valorizzare e raccontare le proprie competenze;
  • Orientarsi nel mondo delle professioni e delle opportunità formative e lavorative in Italia e all’estero.

Dalla fase post-pandemica in avanti, la Fondazione ha investito molto anche nella cura delle competenze relazionali, essenziali per riattivare il dialogo, la fiducia e il benessere personale.

Oggi, questo lavoro si evolve verso un focus sempre più marcato sul pensiero critico e sulla consapevolezza attiva. I giovani vengono accompagnati a riconoscere che, grazie a strumenti digitali e competenze socio-emotive solide, possono non solo trovare un lavoro, ma cercare consapevolmente ciò che davvero vogliono fare, allineando obiettivi personali e opportunità professionali.

Questo approccio rappresenta una risposta diretta al fenomeno del “quiet quitting”, cioè il disimpegno silenzioso dal lavoro, emerso in particolare tra le nuove generazioni in cerca di senso, equilibrio e qualità della vita professionale.

Cosa si intende con il termine NEET?

L’acronimo NEET (Not in Employment, Education or Training) si riferisce ai giovani che non sono occupati, non frequentano corsi di istruzione e non partecipano a percorsi di formazione.

In Italia il fenomeno riguarda in modo particolare le ragazze (20,5 %), i residenti nel Mezzogiorno (27,9 %), i giovani stranieri (28,8 %) e chi ha un livello di istruzione medio-basso (circa 20 % tra chi ha al massimo la licenza media, 14 % tra i laureati).

Secondo l’Osservatorio Look4ward dell’Università Luiss, si possono individuare 5 profili ricorrenti di NEET:

  1. I giovani dell’abbandono (15-19 anni, prevalenza maschile, uscita precoce dalla scuola);
  2. Le giovani mamme (25-29 anni, inattive per cura familiare);
  3. Le giovani potenziali (20-24 anni, lavori saltuari, rischio inattività);
  4. I figli del lockdown (22-27 anni, “Generazione Covid”, transizione scuola-lavoro frenata);
  5. I talenti del mismatch (20-29 anni, laureati o specializzati, ma senza occupazione stabile).

Comprendere questa diversità è essenziale per creare interventi personalizzati ed efficaci.

Come si possono coinvolgere i NEET in progetti o attività?

Al fine di poter coinvolgere i NEET in progetti e attività, è necessario mettere in campo una serie di  azioni mirate. A partire da un percorso di orientamento precoce e personalizzato attraverso colloqui individuali per far emergere talenti e interessi.

È poi necessario implementare una formazione flessibile e modulare, fatta di percorsi brevi, pratici e in linea con i fabbisogni delle imprese locali.

Sono strategiche le partnership scuola-territorio per consentire di sviluppare programmi di mentoring, attività extracurricolari e il dialogo con il settore pubblico. È inoltre essenziale il supporto psicosociale e il benessere emotivo promosso attraverso tutoraggio, coaching motivazionale, attività espressive, ascolto e accompagnamento psicologico come strumenti per riattivare l’autoefficacia e la fiducia nel futuro.

Infine riveste un ruolo cruciale l’educazione alla ricerca attiva del lavoro incentivata da percorsi per migliorare la consapevolezza delle proprie competenze, costruire CV e affrontare un colloquio, con un focus sull’autonomia nel gestire l’accesso ai servizi e al mondo del lavoro.

Gli interventi di Andrea Bocelli Foundation applicano proprio questi principi attraverso una governance multilivello, ovvero la collaborazione con enti pubblici, con comunità educative e con il terzo settore, il radicamento territoriale e il monitoraggio costante dei risultati.

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Andrea Bocelli a Pompei canta con i giovani coristi “ABF Voices of” celebrando la musica come inno alla vita! https://www.andreabocellifoundation.org/it/andrea-bocelli-a-pompei-canta-con-i-giovani-coristi-abf-voices-of-celebrando-la-musica-come-inno-alla-vita/ Tue, 01 Jul 2025 14:41:53 +0000 https://www.andreabocellifoundation.org/?p=10656 I giovani coristi ABF si esibiscono a Pompei con Andrea Bocelli, Serena Autieri e talenti lirici da tutto il mondo.

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I giovani coristi del programma dell’Andrea Bocelli Foundation tra gli ospiti dei due attesissimi concerti all’Anfiteatro degli Scavi.

Con loro anche Serena Autieri e tantissimi altri artisti tra i quali i soprano Clara Barbier Serrano e Laura Mekhail, beneficiarie della Andrea Bocelli Foundation – Community Jameel Scholarship.

Pompei – Il 27 e 28 giugno, nella suggestiva cornice dell’Anfiteatro degli Scavi di Pompei, i cori “ABF Voices of Italy” – Camerino e “ABF Voices of Italy” – Napoli, parte del programma globale “ABF Voices of” di Andrea Bocelli Foundation (ABF), hanno unito le loro voci per lanciare un messaggio di speranza, bellezza e rinascita attraverso la musica.

Le due formazioni corali, composte in tutto da 60 coristi, hanno eseguito insieme al Maestro i brani “Mamma” e “Sorridi Amore Vai” al quale si è unita anche l’Advocate ABF Serena Autieri.

“Il programma globale “ABF Voices of” nasce con l’obiettivo di favorire la crescita personale e la valorizzazione dei giovani, utilizzando la musica come strumento educativo e di empowerment, in contesti di vulnerabilità e marginalità sociale in Italia e all’estero. Il programma è attivo a Camerino (MC), nel Rione Sanità a Napoli in collaborazione con la Fondazione di Comunità San Gennaro, in Terra Santa, in Haiti e in Uganda, territori segnati da tensioni, instabilità, conflitti, calamità naturali, o profonde difficoltà sociali. Qui la musica assume un valore ancora più forte: diventa un linguaggio che unisce creando ponti tra culture e persone. Un gesto di resistenza e resilienza che ispira speranza, favorisce il dialogo e restituisce umanità, è un’affermazione del diritto all’infanzia e alla gioia, in luoghi dove tutto invita alla rinuncia.

Oltre alla dimensione musicale, il programma lavora sullo sviluppo di competenze trasversali, in particolare quelle socio-emotive coinvolgendo giovani provenienti da diverse culture e contesti sociali. I giovani così hanno l’opportunità di crescere come cittadini consapevoli, maturando uno sguardo curioso ed aperto verso il mondo. “ABF Voices Of” è il luogo dove la musica è uno spazio condiviso in cui ogni bambino può scoprire il valore proprio e altrui e contribuire a un cambiamento più ampio, che coinvolge l’intera comunità.

“I concerti di Pompei rappresentano un momento di grande significato artistico ed emotivo per i giovani coristi, che hanno avuto l’opportunità di vivere un’esperienza formativa e trasformativa, accanto al fondatore. Esibirsi in un luogo simbolico come Pompei non è solo emozionante, ma profondamente educativo: significa riscoprire la bellezza come valore collettivo e la musica come linguaggio universale capace di dare nuova vita ai luoghi e alla memoria. Il programma invita così a riflettere sul ruolo dell’arte nella società, mostrando ai più giovani che il talento, da solo, non basta: è l’impegno quotidiano e il senso di responsabilità che rendono l’arte davvero trasformativa.” Laura Biancalani, Direttore Generale ABF

“La gioia di fare! Fare musica insieme, fare amicizia, fare cultura, fare festa e festosamente celebrare la vita e le sue opportunità di bellezza. La musica insegna anche questo: il valore del percorso, il valore del tempo (che quando vissuto imparando, non è mai tempo perso). I nostri piccoli meravigliosi coristi del programma ABF “Voices Of”, prima di salire sul palco, hanno lungamente provato, familiarizzando con la bellezza dell’arte e parallelamente con la costruzione dell’autostima, la responsabilità, la gestione delle emozioni, l’impegno, condividendo un’esperienza insieme ludica, artistica e di potente socialità. Da Napoli, da Camerino, i cori hanno poi unito le forze, sul palco, e con loro si è aggiunto l’argento vocale di un angelo dei nostri giorni, l’advocate ABF Serena Autieri. Tutti, strumenti musicalissimi di un concerto che festeggia la vita. “- Andrea Bocelli.

Il percorso del programma ABF Voices of si struttura seguendo il calendario scolastico (da settembre a giugno) e si articola in attività settimanali, ritiri periodici e gatherings internazionali. L’approccio educativo si fonda sulla dimensione gruppale che diviene luogo di crescita e sperimentazione musicale e relazionale, Il programma si serve di una serie di strumenti, tra cui il repertorio, è composto per l’80% da brani comuni, uguali per tutti i cori, e per il 20% da repertori locali, che favoriscono sia la formazione condivisa che lo scambio culturale. Utilizza inoltre un toolkit di pratiche educative e strumenti di monitoraggio psico-pedagogico per valutare l’impatto sulle competenze e sul benessere dei partecipanti, lavorando in sinergia con educatori, musicisti e psicologi. Le prove settimanali sono il momento dell’esercizio musicale ma anche occasioni educative dove i bambini e i ragazzi sviluppano ascolto, cooperazione, fiducia e consapevolezza. I ritiri di gruppo che rafforzano il senso di comunità e l’armonia dell’esperienza corale si svolgono due volte all’anno. Ogni due anni, i cori di tutto il mondo si incontrano nei Global Gatherings per condividere musica, culture e relazioni, avendo l’opportunità di provare il repertorio comune ed esibirsi insieme, ma anche conoscersi e conoscere le culture diverse dalla propria attraverso la convivenza e attraverso la musica. Il prossimo gathering globale è previsto per il 2026, in occasione dei 15 anni di Andrea Bocelli Foundation: una grande festa in cui i giovani coristi saranno i veri protagonisti, per celebrare la musica come strumento di crescita, inclusione e costruzione di legami, una forza capace di unire persone e comunità al di là di ogni confine.

Sul palco, inoltre, insieme al Maestro, sono salite anche due giovani cantanti liriche, Clara Barbier Serrano e Laura Mekhail, beneficiarie della prestigiosa borsa di studio voluta da Andrea Bocelli Foundation insieme a Community Jameel. Questa borsa è destinata a supportare i talenti emergenti nel mondo della musica, offrendo loro l’opportunità di accedere al Royal College of Music (RCM) di Londra, contribuendo a dare forma alla loro carriera internazionale. Un’iniziativa che dimostra l’impegno congiunto di Andrea Bocelli Foundation e Community Jameel nel sostenere i giovani artisti e nel permettere loro di sviluppare pienamente il proprio potenziale.

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ABF Masterclass di Alto Perfezionamento in Canto Lirico – ED. 2025 https://www.andreabocellifoundation.org/it/abf-masterclass-di-alto-perfezionamento-in-canto-lirico-ed-2025/ Wed, 04 Jun 2025 10:47:00 +0000 https://www.andreabocellifoundation.org/?p=10470 ABF Masterclass di Alto Perfezionamento in Canto Lirico – ED. 2025c/o Accademia della Musica ABF “Franco Corelli” di Camerino da lunedì 28 luglio a domenica 3 agosto 2025 ISCRIZIONI APERTE DAL 4 AL 15 GIUGNO 2025 1. PROGRAMMA L’ ABF Globalab è un programma che integra percorsi di orientamento scolastico e professionale, accomunati da una metodologia pratico-esperienziale e da […]

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ABF Masterclass di Alto Perfezionamento in Canto Lirico – ED. 2025
c/o Accademia della Musica ABF “Franco Corelli” di Camerino da lunedì 28 luglio a domenica 3 agosto 2025

ISCRIZIONI APERTE DAL 4 AL 15 GIUGNO 2025

1. PROGRAMMA

L’ ABF Globalab è un programma che integra percorsi di orientamento scolastico e professionale, accomunati da una metodologia pratico-esperienziale e da una forte impronta vocazionale. Attraverso attività laboratoriali, tenute da formatori e formatrici ABF, il programma mira a potenziare e orientare i giovani favorendo:

      • L’emersione e la valorizzazione delle conoscenze, competenze e abilità tecniche e trasversali già possedute dai partecipanti.

      • Il potenziamento delle competenze trasversali, come leadership, problem solving, self-marketing, competenze emotive e socio-relazionali.

      • Lo sviluppo di nuove prospettive di crescita e il sostegno alla (ri)collocazione in ambito formativo e/o lavorativo.

      • L’empowerment globale dei giovani, attraverso l’auto-narrazione, l’auto-riflessività e la capacità di proiettarsi nel futuro con consapevolezza e fiducia.

    Il programma promuove un approccio collaborativo e cooperativo, basato sul principio del “learning by doing” e sul coinvolgimento attivo dei partecipanti, sia nella vita comunitaria che nello sviluppo di progettualità concrete. In questo modo, ABF Globalab rappresenta uno spazio dove apprendimento, creatività e inclusione convergono per favorire la crescita personale, professionale e comunitaria dei giovani, attraverso attività di orientamento accademico, vocazionale e professionale, che permettano l’emersione e la valorizzazione di talenti individuali e collettivi.

    All’interno della cornice del programma ABF Globalab, si definiscono, quindi, i progetti ABF Alta Formazione rivolti a musicisti, cantanti lirici e interpreti di tutte le nazionalità tra i 16 e 35 anni. Ogni Masterclass accoglie talenti selezionati in base a criteri socioeconomici e alla solida preparazione nel repertorio musicale specifico. Il programma si svolge presso l’Accademia di Musica di Camerino ABF “Franco Corelli”, terzo intervento di ricostruzione della Fondazione Andrea Bocelli nell’area del cratere dopo il terremoto del 2016, simbolo di resilienza e impegnata nella formazione di artisti, contribuendo allo stesso tempo alla rinascita culturale e sociale della comunità locale.

    2. PROGETTO

    La Masterclass di Alto Perfezionamento in Canto Lirico prevede un percorso formativo integrato composto da tre aree principali:

        • Tecnica vocale e interpretazione a cura di Serena Gamberoni e Davide Cavalli, docenti esperti dell’Accademia di Alto Perfezionamento del Teatro Carlo Felice di Genova, con lezioni individuali e sessioni di registrazione professionale finalizzate al perfezionamento artistico.

        • Sviluppo delle competenze trasversali, attraverso un percorso integrato e strutturato in più fasi, guidato da psicologhe e orientatrici ABF e finalizzato al potenziamento delle competenze trasversali e all’orientamento personale e professionale dei partecipanti.

        • Approfondimento interpretativo a cura della pianista concertista Gloria Campaner, ideatrice del #C Sharp Method, con focus su consapevolezza scenica e capacità espressive.

      Il percorso si articola in sessioni di formazione intensive seguite da un accompagnamento continuativo, volto a favorire la crescita personale e professionale dei partecipanti e supportare il loro percorso di carriera.

      3. OBIETTIVI

          • Formazione artistica e professionale personalizzata, con focus su tecnica vocale, interpretazione scenica e repertorio lirico

          • Crescita personale e sviluppo delle soft skills

          • Opportunità concrete di visibilità attraverso il concerto finale e il networking con esperti del settore
          • Orientamento al percorso di carriera 

        4. TEMPI E MODALITA’ DI SVOLGIMENTO

        La Masterclass si svolgerà in formula residenziale presso l’Accademia della Musica ABF “Franco Corelli” di Camerino, dal 28 luglio al 3 agosto 2025.

            • Arrivo: domenica 27 luglio

            • Attività didattiche: da lunedì 28 luglio a venerdì 1 agosto

            • Concerto finale pubblico: sabato 2 agosto

            • Partenza: domenica 3 agosto

          La Fondazione Andrea Bocelli si farà interamente carico delle spese di viaggio, vitto e alloggio di tutti i partecipanti e per tutta la durata della Masterclass.

          5.  DESTINATARI

          La call è aperta a cantanti lirici professionisti di tutti i registri vocali e di ogni nazionalitàdi età compresa tra i 20 e i 35 anni, nazionali ed internazionali.

          In fase di selezione saranno individuati fino al 25% di partecipanti provenienti da altre realtà internazionali. La percentuale potrà essere modificata in fase di selezione ad insindacabile giudizio della Commissione sulla base della qualità delle proposte pervenute.

          I posti disponibili sono limitati a un massimo di 7 partecipanti, per garantire un’esperienza formativa di altissimo livello con attenzione personalizzata.

          L’Andrea Bocelli Foundation si riserva la possibilità di riaprire i termini di scadenza in caso di mancato esaurimento delle risorse disponibili; rifinanziare il bando con ulteriori risorse; chiudere anticipatamente il bando così come modificarne aspetti temporali.

          6.  COMMISSIONE DI VALUTAZIONE

          La direzione artistica e la commissione di selezione, composte da figure di spicco del mondo culturale e musicale, tra cui Serena Gamberoni, Davide Cavalli e rappresentanti di ABF, valuteranno i candidati in base a:

              • Talento e competenza tecnica

              • Originalità e interpretazione

              • Motivazione, attitudini e potenzialità artistiche

            7.  MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE E SCADENZE PER LA CONSEGNA

            Per partecipare al bando, presentare:

                • Lettera motivazionale

                • Curriculum artistico

                • Repertorio musicale

                • Fotocopia del documento in corso di validità del/i sottoscrittore/i

                • 2 Video che documentano l’esecuzione di due arie a scelta rispettando i seguenti requisiti:
                      • Ogni video dovrà mostrare l’esecuzione integrale di uno dei brani scelti

                      • Qualità tecnica: I video devono essere registrati in alta qualità, con una buona visibilità e chiarezza audio. Si consiglia di evitare video registrati in ambienti rumorosi o con scarsa illuminazione.

                      • I video potranno essere allegati sia come link a visualizzazione

                La proposta (contenente le componenti di cui sopra) dovrà essere inviata all’indirizzo di posta elettronica abfmasterclass@andreabocellifoundation.org recando come oggetto la seguente dicitura:

                “ABF Masterclass ed. 2025 – candidatura Canto Lirico”

                NB: Le proposte dovranno pervenire, pena l’esclusione, entro le 23.59 di domenica 15 giugno 2025

                8. INFORMAZIONI E CHIARIMENTI

                Per ulteriori informazioni e chiarimenti tutti i soggetti interessati potranno rivolgersi a:

                Referente progetti ABF Alta Formazione: Maria Chiara Giorgini – tel: 353 470 8608

                9. TRATTAMENTO DEI DATI

                Ai sensi dell’art.13 del D. Lgs. 196/2003 e del Reg. UE 2016/679 i dati personali raccolti dalla Andrea Bocelli Foundation saranno trattati ai fini del procedimento per il quale sono richiesti e verranno utilizzati esclusivamente per tale scopo e nel rispetto degli adempimenti previsti dalla normativa vigente. Il loro conferimento ha natura obbligatoria ed il rifiuto a rispondere comporterà l’impossibilità di procedere all’istruttoria e adottare i successivi provvedimenti. Eventuali trattamenti che perseguano ulteriori e diverse finalità saranno oggetto di specifico consenso.

                I dati saranno conservati garantendo la loro sicurezza e riservatezza con adeguate misure di protezione, al fine di ridurre i rischi di distruzione o perdita, anche accidentale, dei dati, di accesso non autorizzato, o di trattamento non consentito o non conforme alle finalità della raccolta.

                Il Direttore Generale, Dott.ssa Laura Biancalani

                I Docenti

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                Progetti educativi: scopri le iniziative di ABF https://www.andreabocellifoundation.org/it/progetti-educativi-scopri-le-iniziative-di-abf/ Tue, 03 Jun 2025 11:00:00 +0000 https://www.andreabocellifoundation.org/?p=10479 L’educazione come diritto universale e come unica e vera leva di cambiamento individuale e collettivo. É da questa profonda convinzione, racchiusa nella mission della Fondazione “Empowering people and communities”, che prendono vita i progetti educativi di Andrea Bocelli Foundation. L’obiettivo è quello di contribuire a rendere l’educazione accessibile anche a chi vive in aree svantaggiate del mondo, di […]

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                L’educazione come diritto universale e come unica e vera leva di cambiamento individuale e collettivo. É da questa profonda convinzione, racchiusa nella mission della Fondazione “Empowering people and communities”, che prendono vita i progetti educativi di Andrea Bocelli Foundation.

                L’obiettivo è quello di contribuire a rendere l’educazione accessibile anche a chi vive in aree svantaggiate del mondo, di rafforzare la resilienza delle comunità e di liberare il potenziale umano, attraverso i linguaggi dell’arte, della musica e del digitale.

                In questo approfondimento vedremo nel dettaglio cos’è un progetto educativo per ABF e quali sono le azioni concrete che la Fondazione porta avanti in Italia e nel mondo.

                Cos’è un progetto educativo?

                Un progetto educativo è un insieme strutturato di azioni e interventi pensati per favorire lo sviluppo personale, culturale e sociale di individui o comunità, attraverso processi di apprendimento formale e informale.

                I progetti educativi di Andrea Bocelli Foundation si distinguono per essere costruiti su misura, adattandosi al contesto in cui sono realizzati. È un approccio che possiamo definire “sartoriale” perché, se è vero che la comune base di partenza sono la mission e la vision in cui la Fondazione crede, ogni progettualità ha una sua specificità in base al contesto in cui viene sviluppata. 

                Un progetto, infatti, può dirsi realmente efficace solo se risponde ai bisogni e alle necessità di quello specifico contesto locale. Ecco perché ABF pone estrema attenzione all’analisi del contesto, attraverso l’osservazione ma, soprattutto, attraverso il dialogo e la condivisione con i beneficiari e gli stakeholder locali.

                Si tratta dunque di un processo di co-progettazione, quello che la Fondazione definisce un processo di “progettazione partecipata, perché tutti i progetti educativi si costruiscono con le comunità, non per le comunità.

                Un altro aspetto essenziale è che l’efficacia dei progetti ABF è data dalla sua capacità di integrarsi in una rete locale, fatta di scuola, famiglie ed enti del Terzo Settore. Dunque un ecosistema educativo e di cura che sostiene lo sviluppo dei bambini e dei ragazzi. 

                In questo scenario, dal 2019, si inserisce anche il protocollo d’intesa con il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MiM), per l’implementazione, la realizzazione e lo sviluppo di progetti educativi innovativi in ambito scolastico e delle Scuole in Ospedale.

                Altra peculiarità è l’obiettivo finale dei progetti educativi ABF, che non è quello di erogare un servizio fine a sé stesso, ma quello di creare innovazione sociale, attraverso progetti pilota che diventino modelli scalabili e replicabili in altri contesti.

                Le diverse tipologie di progetto educativo

                Tutte le tipologie di progetti educativi ABF si ispirano alla mission “Empowering people and communities“.

                L’essere umano ha a disposizione una pluralità di linguaggi per esprimersi, sperimentare, sperimentarsi e per conoscere il mondo. Ed è proprio attraverso molteplici linguaggi, tra cui l’arte, la musica e il digitale che può sviluppare il proprio potenziale. 

                Per Andrea Bocelli Foundation la scuola è un ambito educativo cruciale per il cambiamento culturale e sociale, ed è per questo che una parte dei progetti sono implementati in ambito scolastico e delle Scuola in Ospedale, garantendo continuità educativa anche in situazioni di fragilità.

                Linguaggio espressivo universale, la musica assume nei progetti della Fondazione tante forme diverse.
                In primis, attraverso programmi in cui si intreccia fortemente con altre attività educative e non è vista come cosa separata. 

                È quello che chiamiamo il “coro sociale, nel quale la realizzazione di un coro non ha un obiettivo esclusivamente musicale, ovvero quello di imparare a cantare, ma diventa uno strumento di empowerment per l’individuo e la propria comunità.

                Accanto a questo tipo di progetti esistono poi anche percorsi specialistici come le Masterclass ABF, per chi vuole approfondire competenze musicali più avanzate.

                Altro focus intorno al quale ruotano molti dei progetti ABF è quello del concetto di “competenze trasversali”. Lavorare tanto nello sviluppare, nel fortificare, nel radicare nei bambini, nei ragazzi e negli adulti le competenze trasversali nella loro quotidianità, pone le basi per il pieno sviluppo del proprio potenziale.

                Le tappe di un progetto educativo

                Lo sviluppo di un progetto educativo è un processo complesso che possiamo suddividere in diverse fasi:

                1. L’analisi preliminare del contesto. Come abbiamo detto, si tratta del primo e più importante step e ha l’obiettivo di conoscere il territorio in cui il progetto verrà realizzato, comprenderne i reali bisogni, le risorse presenti, le criticità e le potenzialità. Questa analisi richiede, oltre a dati e osservazioni, un dialogo diretto con i partner locali, stakeholder e beneficiari.
                2. La progettazione partecipata. Dopo aver raccolto informazioni e ascoltato il territorio, si avvia una fase di co-progettazione con tutti gli attori coinvolti (scuole, famiglie, enti locali, comunità).
                  Questo approccio assicura che il progetto non sia “imposto dall’esterno” ma costruito insieme, favorendone il radicamento e la sostenibilità.
                3. La pianificazione e la definizione degli obiettivi, chiari e misurabili, sempre collegati alle esigenze emerse dal contesto. Vengono stabilite le risorse necessarie, tempi e modalità di intervento.
                4. L’implementazione del progetto, ovvero la messa in opera delle attività educative, atelier, corsi, iniziative musicali o artistiche.
                5. Il monitoraggio e la valutazione continua, attraverso i feedback degli stakeholder e dei beneficiari. Il monitoraggio non è solo quantitativo ma anche qualitativo, per cogliere trasformazioni culturali e sociali.
                6. La sostenibilità e la replicabilità per realizzare l’obiettivo di cui abbiamo parlato, ovvero quello che il progetto diventi un modello sostenibile e replicabile in altri contesti, contribuendo a un’innovazione sociale più ampia.

                Non una tappa vera e propria ma un aspetto che permea ogni fase dei progetti educativi ABF, è quello della formazione e aggiornamento continuo rivolti ai nostri professionisti coinvolti. 

                Attraverso incontri in presenza e online, la Fondazione favorisce il confronto fra le diverse professionalità, al fine di creare una rete nazionale fra tutti i progetti in Italia e di favorire il “travaso dei saperi”, affinché le competenze e le abilità di ognuno alimentino quelle dell’intero gruppo di lavoro.

                I progetti educativi promossi da ABF

                I progetti educativi promossi da ABF

                Come abbiamo visto, i progetti educativi ABF lavorano sullo sviluppo del potenziale umano, individuale e collettivo, partendo dall’ambito scolastico e tramite l’uso di una pluralità di linguaggi quali quello dell’arte, della musica e dei nuovi linguaggi digitali.

                Tra questi il progetto ABF Digital Lab nasce per favorire i contesti di apprendimento per promuovere interazione, comunicazione e relazione, attraverso le nuove tecnologie, affinché ciascun bambino possa scoprire e potenziare i propri talenti. 

                Parte delle attività si sviluppano all’interno degli Ospedali pediatrici afferenti alla rete AOPI (Associazione Ospedali Pediatrici Italiani) con il supporto delle Scuole in Ospedale aderenti al progetto, per promuovere buone pratiche educative e culturali. Un’altra parte del progetto, invece, riguarda le scuole ricostruite dalla Fondazione dopo il sisma del Centro Italia del 2016.

                ABF Digital Lab prende forma attraverso la figura dell’Atelierista Digitale, un professionista dell’educazione la cui funzione è quella di supportare e guidare docenti e bambini nell’utilizzo dei devices e delle risorse digitali messi a disposizione da ABF. Il progetto prevede inoltre la donazione alle strutture interessate dell’“ABF Teachbus”, una libreria digitale su ruote dotata di tablet, computer per la didattica a distanza, visori per la realtà virtuale e la piattaforma “ABF Educational”, con l’accesso a una ricca selezione di contenuti educativi.

                Il “coro sociale” è invece al centro del programma educativo ABF Voices of che fa della musica il veicolo attraverso il quale bambine e bambini, ragazze e ragazzi hanno l’opportunità di scoprire e coltivare i propri talenti. Al centro del progetto, la creazione di cori regionali nelle zone più vulnerabili del mondo, per offrire ai giovani e alle comunità a cui appartengono, concrete possibilità di empowerment.

                Punto di riferimento per tanti giovani che cercano un’opportunità di crescita, orientamento e formazione, il programma educativo ABF Globalab è rivolto a ragazze e ragazzi tra i 16 e i 25 anni, per mettere a loro disposizione strumenti concreti per sviluppare competenze trasversali e costruire il proprio futuro con maggiore consapevolezza.

                La riqualificazione della nuova ala del complesso di San Firenze, sede della Fondazione, ha consentito ad ABF Globalab di evolvere dalla sua dimensione puramente progettuale a un ambiente operativo che accoglie giovani, educatori e professionisti della cultura.

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